CIRCOLO SCACCHI "G. GRECO" - CECINA

Boris Vasilievic SPASSKY

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Leningrado 30 gennaio 1937

 

Nacque a Leningrado e imparò a giocare all'età di cinque anni.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

A 18 vinse il campionato del mondo juniores di scacchi, che si tenne ad Anversa, in Belgio, divenendo Grande Maestro.

L'allenamento scacchistico veniva intervallato da molta attività sportiva. In gioventù è stato un ottimo atleta: a vent'anni correva i 100 metri piani in 10 secondi e 4 decimi. Ha sempre amato fare lunghe camminate alternate a corse nei campi e tra i boschi. Inoltre è stato un ottimo giocatore di tennis e di ping-pong.

 

Dotato di grande signorilità: colto, educato, di intelligenza brillante, non ha mai dimostrato quella aggressività tipica di un Fischer o di un Alekhine. La dimostrazione del suo fair-play si riscontra anche nel fatto che è stato praticamente il grande avversario di Fischer e il suo (forse) unico amico. Lo accomunano a Fischer  le difficoltà psicologiche di un'infanzia trascorsa con la madre a seguito del divorzio dei genitori, entrambi emotivamente fragili, entrambi precoci nell'apprendere il gioco degli scacchi.

 

Prese la laurea in giornalismo, facoltà su cui dirottò abbandonando matematica per sua ammissione troppo impegnativa.

 

Tanto istrionico e divertente nella vita sociale (è noto per le sue imitazioni dei grandi scacchisti conosciuti in tanti anni di attività) quanto impassibile davanti alla scacchiera, Spassky è un giocatore completo, duttile. Fischer disse di lui: "Spassky ha la stessa espressione sia quando dà scacco, sia quando lo subisce."

 

Spasskij è considerato un giocatore dallo "stile universale", adattabile alle circostanze.

Ad esempio, nel suo incontro nella finale dei Candidati (l'incontro che determinava chi avrebbe sfidato il campione del mondo in carica) contro il leggendario tattico Michail Tal, Spasskij riuscì a portare il gioco su posizioni tranquille, evitando la forza tattica di Tal.

 

Ed anche nel 1965, quando sfidò senza fortuna Petrosjan per il titolo. Anche se pochi anni dopo, primo tra i candidati, si ripresentò davanti al roccioso Petrosjan e questa volta lo sconfisse col punteggio di +6 -4 = 13. Nel 1969 Spassky era finalmente il nuovo campione del mondo. Senonchè tre anni dopo, nel 1972, a Reykjavik, si trovò ad affrontare una sfida che è passata alla storia più per per l'evento mediatico mondiale in cui i mass media di tutto il mondo l'avevano trasformata che per gli scacchi.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Possiamo dire che, per la prima volta, di scacchi parlarono anche quelli che ne ignoravano le regole del gioco. Erano i tempi della guerra fredda tra Usa ed Urss e Fischer era il primo occidentale, dai tempi di Capablanca, a sfidare un russo per il  titolo. Se gli scacchi diventarono un fenomeno di massa, il merito fu senz'altro di quel match.

Spassky dopo un esordio vittorioso e la seconda partita vinta per forfait contro un bizzoso Fischer che non s'era presentato, fu lentamente stritolato dall'americano. Fischer vinse e Spasskij ritornò a casa in disgrazia.

 

Negli incontri dei Candidati del 1974, Spasskij perse contro l'emergente Anatolij Karpov a Leningrado. Karpov riconobbe pubblicamente che Spasskij era superiore, ma dopo una serie di partite superbe, Karpov incamerò abbastanza punti da far suo l'incontro, con la conseguente possibilità di sfidare Fischer. Karpov vincerà il titolo senza muovere un pedone, a causa delle stravaganze dell'americano. (Vedi Biografia di Fischer).

Nel 1992 Fischer, dopo 20 anni di lontananza dagli scacchi, riemerse per organizzare una "Rivincita del XX secolo" contro Spasskij nel Montenegro e a Belgrado - una riedizione del Campionato del Mondo del 1972.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

All'epoca, Spasskij era classificato al 106o posto della graduatoria FIDE, e Fischer non vi compariva nemmeno (a causa dei suoi vent'anni di inattività). Questo incontro fu essenzialmente l'ultima grande sfida di Spasskij, e sfortunatamente problemi di salute gli impedirono di mettere in piedi una sfida credibile.

A seguito di quella rivincita, il 13 luglio 2004 Robert James Fischer viene arrestato all'aeroporto "Narita" di Tokyo dalle autorità nipponiche per conto degli Stati Uniti d'America. Ufficialmente per un passaporto irregolare. Fatto sta che il Governo statunitense non ha mai perdonato a Fischer l'aver disputato "La rivincita del XX secolo" nel 1992 nella ex Jugoslavia allora sotto embargo ONU.

il 10 agosto 2004, ha scritto una lettera aperta al Presidente degli Stati Uniti in sostegno del suo collega nella quale scrive:

 

« Signor Presidente,

nel 1972 Bobby Fischer divenne un eroe nazionale. Mi sconfisse nel match per il campionato del mondo a Reykjavík, sbaragliando l'armata dei grandi scacchisti sovietici. Un solo uomo sconfisse un'intera armata. Poco dopo, Fischer smise di giocare. In questo, rievocò la triste storia di Paul Morphy che, a ventuno anni, creò intorno a sé un'aura di leggenda sconfiggendo tutti i principali maestri europei e aggiudicandosi ufficiosamente la palma di campione del mondo. Poi smise di giocare e la sua esistenza si concluse tragicamente a New Orleans nel 1884, quando aveva solo quarantasette anni. Nel 1992, vent'anni dopo Reykjavík, avvenne il miracolo. Bobby ricomparve e disputammo un match in Jugoslavia. Tuttavia, in quel periodo, era in vigore contro la Jugoslavia un regime di sanzioni che impediva ai cittadini americani di intraprendere qualunque tipo di attività nel territorio di quel paese. Bobby violò le disposizioni del Dipartimento di Stato e il 15 dicembre 1992 la corte distrettuale degli USA emise contro di lui un mandato di arresto. Io invece sono cittadino francese dal 1998 e il governo non ha intrapreso alcuna misura contro di me. Dal 13 luglio 2004, Bobby è detenuto nel carcere dell'aeroporto di Narita per violazione delle leggi sull'immigrazione. Gli eventi sono stati riportati dai media. La legge è legge, non lo metto in dubbio, ma quello di Fischer non è un caso comune. Bobby ed io siamo amici dal 1960, quando vincemmo ex aequo al torneo di Mar-del-Plata. Bobby ha una personalità tormentata, me ne accorsi subito: è onesto e altruista, ma assolutamente asociale. Non si adegua al modo di vita di tutti, ha un elevatissimo senso della giustizia e non è disposto a compromessi né con sé stesso né con il prossimo. È una persona che agisce quasi sempre a proprio svantaggio. Non voglio difendere o giustificare Bobby Fischer. Lui è fatto così. Vorrei chiederle soltanto una cosa: la grazia, la clemenza. Ma se per caso non è possibile, vorrei chiederle questo: la prego, corregga l'errore che ha commesso François Mitterrand nel 1992. Bobby ed io ci siamo macchiati dello stesso crimine. Applichi quindi le sanzioni anche contro di me: mi arresti, mi metta in cella con Bobby Fischer e ci faccia avere una scacchiera. »

Come dimostra anche questa lettera Spasskij fu sempre un giocatore corretto e sportivo, e non ricorse mai a trucchi o a mezzi di dubbia moralità per vincere, anche quando perse il titolo mondiale non mostrò mai rancore nei confronti di Fischer. Inoltre in occasione del celebre match del 1972 gli venne proposto più volte dal suo staff di rifiutare le richieste di Fischer per conservare il titolo mondiale, infatti Fischer aveva annunciato di ritirarsi se le sue richieste (molte delle quali assurde) non fossero state accolte, tuttavia Spasskij ha sempre rifiutato queste proposte affermando di voler mantenere il titolo giocando a scacchi onestamente e non ricorrendo a questi mezzi. Tutti coloro che lo hanno incontrato e affrontato ne hanno sempre parlato come una persona particolarmente simpatica e divertente e anche quando era campione del mondo non ha mai interpretato il ruolo del "portabandiera del comunismo del mondo" come gli venne richiesto. Il suo ideale in quegli anni è sempre stato "lasciare la politica fuori dagli scacchi e dallo sport in generale".

 

Gli ultimi anni mostrano la riluttanza di Spasskij a dedicarsi completamente agli scacchi. Si affida, quando gioca,  al suo superbo talento naturale e talvolta preferisce concedersi una partita di tennis, invece che concentrarsi sulla scacchiera.

 

Nel 2006 a San Francisco, durante una lezione di scacchi, è stato colpito da infarto, ristabilendosi abbastanza velocemente. Infatti nel 2007 ha giocato un match contro il grande maestro ungherese Lajos Portisch.

Nel 2010, però, è stato nuovamente ricoverato in ospedale a Mosca in terapia intensiva, a causa di un ictus che sembrava averlo lasciato semi paralizzato sul lato sinistro.

Tuttavia, dopo il ritorno in Francia, si è sottoposto ad una lunga riabilitazione che sembra averlo nuovamente recuperato.

Spassky è a tutt'oggi il più vecchio campione del mondo vivente..