CIRCOLO SCACCHI "G. GRECO" - CECINA

Emanuel LASKER

Clicca qui sotto per vedere alcune partite di Lasker

Berlinchen, 24 dicembre 1868 – New York, 11 gennaio 1941

 

Emanuel Lasker nacque nel villaggio di Berlinchen nel Brandeburgo (ora Barlinek, Polonia), figlio di Adolf Lasker, un cantore della locale sinagoga. Apprese il gioco dal fratello maggiore Berthold, ma solo dopo i 15 anni prese il gioco sul serio. Studente di matematica e filosofia all'Università di Berlino, iniziò a frequentare i locali circoli scacchistici. e si aggiudicò il titolo di Maestro vincendo l'Hauptturnier a Breslavia nel 1889.  Si trasferì nel 1892 in Inghilterra e dopo alcuni successi si trasferì negli Stati Uniti.

La coincidenza di trovarsi nel paese in cui viveva Steinitz lo facilitò nell'organizzazione della sfida al detentore del titolo.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Fu raccolto un montepremi di tremila dollari ed il 15 marzo del 1894 all'Union Square Hotel iniziò il match: vincitore colui che si sarebbe aggiudicato dieci partite. Pochi giorni prima il New York Times, in un commento sull'incipiente sfida per il titolo mondiale, non aveva accreditato il ventisettenne Lasker di molte chances, sebbene avesse trentadue anni meno di Steinitz. Emanuel smentì le previsioni vincendo subito la prima partita, perse nella seconda,rivinse nella terza ma perse nella quarta. Quinta e sesta finirono in parità, ma la settima e l'ottava furono vinte da Lasker.

Sul punteggio di 4 a 2 il match si trasferì a Filadelfia per ulteriori tre incontri, tutti vinti da Lasker. Sul punteggio di 7 a 2, nuovo trasferimento, stavolta a Montreal, dove Steiniz riuscì a rimontare parzialmente vincendo la quindicesima e sedicesima partita. Il canto del cigno di Steinitz si ebbe nella partita successiva, ma il 26 maggio del 1894, alla cinquantaduesima mossa della diciottesima partita il vecchio campione abbandonò, consegnando lo scettro a Lasker che lo avrebbe saldamente detenuto per i successivi ventisette anni, il periodo più lungo di un campione mondiale di scacchi ufficialmente riconosciuto.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Esile, dall'aria compunta, occhi neri e baffi folti, occhiali a pince-nez, dotto ed elegante, amico di Einstein, Lasker era ferrato in filosofia, matematica e poesia. Un uomo di multiforme ingegno in grado di restare per oltre quarant'anni ai vertici mondiali. Venne anche in Italia nel 1897 esibendosi a Milano in alcune simultanee. Nel 1896 fu organizzato un match di rivincita con Steinitz che Lasker dominò col risultato di 10 a 2. Difese il titolo con successo contro Tarrasch, Janowsky e Schlechter (che morirà di fame il giorno di Natale del 1918 a Vienna).

In seguito ottenne varie importanti vittorie di torneo a Pietroburgo (1895-96), Norimberga (1896), Londra (1899) e Parigi (1900). Nel 1908 sposò una scrittrice tedesca e divenne, come egli stesso affermò, marito, padre e nonno in un colpo solo perché la moglie, più anziana di lui di vari anni, era già nonna. La prima moglie morì dopo soli due anni e nel 1911 si risposò con Martha Cohn, figlia del maestro di scacchi tedesco Erich Cohn.

Difese vittoriosamente il titolo per sei volte: contro l'ex campione Steinitz nel match di rivincita a Mosca nel 1896 , contro Frank Marshall nel 1907, due volte contro David Janowski, a Parigi nel 1909  e nel 1911 , contro Siegbert Tarrasch a Dusseldorf nel 1908 , e contro Carl Schlechter a Vienna e Berlino nel 1910: il match terminò in parità  ma, come prevedevano le regole del match, Lasker mantenne il titolo.

 

Nel 1904 fondò a New York la rivista «Lasker's Chess Magazine», che continuò le pubblicazioni per quattro anni.

Ai primi del 1920 iniziarono estenuanti trattative tra Lasker e José Raúl Capablanca per organizzare l'incontro valido per il titolo mondiale. Alla fine, ottenuto un ingaggio di 11.000 dollari, il cinquantaduenne Lasker accettò di giocare a L'Avana su un limite di 24 partite; il torneo iniziò il 15 marzo 1921 ma bastarono 14 partite per concluderlo: il 27 aprile Lasker perse il titolo di campione del mondo, abbandonando l'incontro dopo 4 sconfitte e 10 patte, lamentando problemi di salute.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Lasker commentò così il torneo: "Questo match, che mi procurò difficoltà quali nessun altro, è stato per me un piacere scacchistico. Circostanze estrinseche mi furono veramente sfavorevoli ma il gioco di Capablanca mi pose legittimi problemi. Le sue mosse sono chiare, logiche e vigorose, non hanno nulla di occulto o di artificioso, vi si avverte il suo pensiero, anche quando vorrebbe essere astuto. Che egli giochi per vincere, per pattare o tema di perdere, le sue mosse lasciano vedere chiaramente quel che sente. Con tutto questo, se le sue mosse sono trasparenti, non sono per niente facili da trovare e a volte sono profonde. Capablanca non ama le complicazioni né le avventure: preferisce sapere prima dove andare. La sua profondità non è quella di un poeta, ma quella di un matematico, il suo spirito è romano, non greco. Le combinazioni di Anderssen e Chigorin furono realizzate in situazioni particolari, in esse si manifestavano i loro caratteri individuali; quelle di Capablanca possono essere previste con varie mosse d'anticipo, perché si basano sui principi generali del gioco".

Nel 1933, Lasker, di origine ebrea, e sua moglie Martha Cohn, nel frattempo ritornati in europa,  dovettero lasciare la Germania a causa del nazismo. Si trasferirono così in Inghilterra, poi per un breve periodo in URSS, e infine si stabilirono definitivamente a New York.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Lasker è noto per il suo approccio "psicologico" agli scacchi: scegliere una mossa teoricamente inferiore pur di rendere scomodo il gioco del suo avversario.

Lasker fu inoltre un valente matematico. Studiò matematica nelle Università di Berlino, Gottinga e Heidelberg. La sua tesi di laurea, Über Reihen auf der Konvergenzgrenze (sulle serie in vicinanza dei limiti di convergenza), fu pubblicata nel 1901 nellePhilosophical Transactions. Dietro consiglio del grande matematico tedesco David Hilbert, frequentò anche, nel periodo1900-1902, l'università bavarese di Erlangen. Nel 1901, mentre era in Inghilterra per disputare vari tornei, insegnò matematica alla Victoria University di Manchester.

Durante il suo tour degli Stati Uniti del 1893 tenne una conferenza sulle equazioni differenziali alla Tulane University di New Orleans.

Nel 1905 introdusse il concetto di ideale primario (che corrisponde ad una varietà irriducibile ed ha una funzione analoga alle potenze di numeri primi nella fattorizzazione di un numero intero) e dimostrò un teorema sulla fattorizzazione in primi di unanello polinomiale in termini di ideali primari, pubblicato nel Vol. 60, anno 1905, dei Matematische Annalen.

Un anello commutativo è ora chiamato "anello Lasker" quando può essere rappresentato come intersezione di un numero finito di ideali primari. Il teorema fu poi generalizzato nel 1921 dalla grande matematica tedesca Emmy Noether. Ora è noto come teorema Lasker-Noether ed è considerato basilare per l'algebra moderna.

Negli ultimi anni della sua vita divenne un filantropo ardente e scrisse appassionatamente circa l'esigenza di ispirare e strutturare la formazione e l'educazione per la stabilità e la sicurezza dell'umanità.

Le opere strettamente filosofiche, come" Das Begreifen der Welt " (1913), Die Philosophie des Unvollendbar (1918), "The community of the future" (1940) appartengono quasi tutte al periodo della maturità, quando Lasker stava superando i 45 anni. Egli fu anche grande appassionato di golf e di whist, e non trascurò nessun gioco da tavolo di cui studiò la diffusione e lo sviluppo presso i vari popoli.

Fu anche un fortissimo giocatore di Bridge e di Go (tanto che affermò che se esistesse una civiltà extraterrestre, "sicuramente giocherebbe a Go").

E tanto per non farsi mancare niente, inventò pure il Lasca  (o Laska), (Vedi Nota) una specie di dama.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Lasker non fu, in senso stretto, un teorico come Steinitz né fu caratterizzato da uno stile personale ben definito: era un giocatore da torneo veramente eclettico, un trapezista della scacchiera. Non di rado s'infilava in gineprai da cui nessuno riusciva a capacitarsi come v'era finito e, soprattutto, come ne era venuto fuori. Seguiva quello che lui stesso definiva "il buonsenso" negli scacchi che, a suo giudizio, altro non sono che un combattimento in cui la scientificità, l'arte e i motivi puramente intellettuali dominano incontrastati.

 

 

**Nota: Il Lasca, a volte chiamato Laskers, è un gioco molto intrigante ed emozionante inventato nel 1911 dal grande maestro di scacchi Emanuel Lasker. Si gioca sui cerchi di una tavola 4x4. 11 pedine per ogni avversario con una riga vuota in mezzo. Le regole sono come quelle della dama.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

La differenza fondamentale è che un pezzo non si mangia, escludendolo dal gioco, ma semplicemente si cattura. Il pezzo è posto sotto il pezzo attaccante che lo porta con sé. Se un giocatore fa 2 salti, cattura 2 pezzi e questi sono posti sotto facendo una pila di 3 pedine. Se questo "guardiano" viene catturato in una mossa seguente, i prigionieri vengono rilasciati e diventano un pezzo da due. Se una pedina di 2 pezzi, è saltata, solo il pezzo superiore è mangiato mentre il pezzo in basso rimane sul quadrato dopo il salto. (Non è possibile saltare avanti e indietro su una stessa casella). Quando si raggiunge l'ultima fila, la pedina diventa regina, come nella dama.. Una regina può muoversi in qualsiasi direzione, le altre pedine non possono che muoversi in avanti e tendere all'ultima fila. Si può finire con alcuni mostri con 3 o 4 pedine incolonnate ad ingaggiare uno scontro diretto.  Il gioco termina quando un colore cattura tutte le pedine dell'altro. E' un gioco che dà molte possibilità di sottili strategie e tattiche, la cui complessità si può apprezzare solo provandolo, ma che nonostante le sue caratteristiche uniche, è rimasto relativamente oscuro, ed è sicuramente molto sorprendente che il Lasca non abbia ottenuto un suo posto a fianco degli altri giochi da tavolo.