CIRCOLO SCACCHI "G. GRECO" - CECINA

ALTRI GRANDI GIOCATORI

Schede biografiche col contributo dei soci del circolo

GIOACCHINO GRECO

 

Gioacchino Greco è considerato da tutti gli esperti come il migliore giocatore del mondo nel periodo 1622 - 1633. In questi anni può essere considerato, a ragion veduta, campione del mondo di scacchi, anche se a quel tempo non vi era un titolo ufficiale. Nel nome Gioacchino Greco detto "Il Calabrese" l'appellativo "Calabrese" fu una necessaria precisazione, in quanto molti erano portati a confondere il cognome Greco con la patria di origine del giocatore. Molte sono le caratteristiche del personaggio che ci hanno incuriosito, come il fatto che non fosse un letterato; che provenisse da una famiglia non agiata; che vivesse esclusivamente con i proventi degli scacchi, così da essere considerato alla stregua dei moderni professionisti. Altre simpatiche peculiarità del Nostro sono la sgrammaticatura dei suoi testi e soprattutto lo stile di gioco, che possiamo definire alla Tal, cioè estremamente brillante anche se non privo di qualche inesattezza. Durante le sue peregrinazioni in tutta Europa ebbe modo di guadagnare anche grosse cifre. In Inghilterra fu aggredito e derubato di ben 500 scudi. Alla sua morte, avvenuta nelle Indie, lasciò i suoi averi ai Gesuiti. Una completa biografia su Gioacchino Greco richiederebbe pagine e pagine di scritti. Naturalmente ci siamo voluti soffermare solo su alcuni degli aspetti più caratteristici del giocatore, che ci hanno colpiti e convinti ad intitolare il nostro circolo a questo grande ed estroso giocatore.

(PAOLO PERRI)

Di Greco ci sono giunte 77 partite, ma in nessun caso è noto il nome dell'avversario il che porta a pensare che, almeno in alcuni casi, siano analisi e non partite reali.

 

Greco - NN 1619

1.e4 b6 2.d4 Ab7 3.Ad3 f5 4.exf5 Axg2 5.Dh5+ g6 6.fxg6 Cf6 ed ora il bianco vince con un bel sacrificio di Donna 7. gxh7! Cxh5 8.Ag6#

 

NN - Greco 1620

1.e4 e5 2.Cf3 Cc6 3.Ac4 Ac5 4.O-O Cf6 5.Te1 O-O 6.c3 De7 7.d4 exd4 8.e5 Cg4 9.cxd4 Cxd4 10.Cxd4 Dh4 11.Cf3 Dxf2+ 12.Rh1 Dg1+ 13.Cxg1 Cf2# il classico matto affogato.

(Da Wikipedia)

PAUL MORPHY

 

Tra i grandi giocatori del passato che tutti abbiamo amato pur non avendoli conosciuti personalmente, quello che mi ha maggiormente colpito e del quale mi piacerebbe acquisirne estro e fantasia è sicuramente Paul Morphy. Questo grandissimo giocatore vissuto nella seconda metà del XIX° secolo nella sua pur brevissima carriera venne universalmente riconosciuto come il più grande scacchista del mondo. Lo stile di questo fenomenale giocatore è stato descritto, meglio di chiunque altro, dal grande Capablanca: "Contrariamente all'opinione comune, frutto dell'ignoranza, la forza principale di Morphy non risiedeva nel suo potere combinativo, ma nel suo gioco posizionale e nel suo stile generale, poichè nella maggioranza delle partite dei suoi grandi match Morphy vinse in maniera semplice e diretta, ed è in questo potere semplice e logico che consiste la vera bellezza del suo gioco”. Con il suo irrompere nella scena scacchistica, è completamente cambiato il modo di giocare; Morphy può essere considerato il ponte tra l'epoca antica e quella moderna degli scacchi, il passaggio dall'idea romantica del gioco alla scuola posizionale. Fu lui che per primo analizzò le differenze tra posizioni chiuse ed aperte e formulò un primo concetto di centro, sottolineando l'importanza dello sviluppo delle proprie forze verso questa zona della scacchiera. Morphy sosteneva che nella fase iniziale della partita bisogna portare in gioco il più velocemente possibile i propri pezzi in modo tale da poter raggiungere una posizione comoda e solo in seguito pensare ad un piano d'attacco. Imparò il gioco dal padre e da uno zio. La sua grandezza fu subito percepita quando nel 1857 vinse con gioco brillantissimo a New York il torneo del primo congresso americano. Terminato il torneo sfidò tutti i giocatori americani dando il vantaggio della mossa e di un pedone. Il solo giocatore che accettò la sfida, Charles Stanley, fu sbaragliato. La consacrazione a grande campione avvenne nel 1858 quando venne in Europa per sfidare l'inglese Howard Staunton, ritenuto allora il più forte giocatore del mondo. Staunton ricorrendo a mille scuse evitò l'incontro. Morphy sfidò allora gli altri più forti giocatori europei che immancabilmente sconfisse. Il match più atteso era indubbiamente quello con Adolf Anderssen; questi infatti era ritenuto il più forte giocatore del mondo avendo sconfitto Howard Staunton. Entrambi i giocatori erano di altissimo livello ma Morphy si dimostrò nettamente superiore schiacciando il rivale vincendo 7 partite, pattandone 2 e perdendo solo 2 incontri. Quando ripartì da Liverpool per l'america venne considerato unanimemente come il primo campione del mondo di scacchi, titolo non ancora istituito. Improvvisamente, senza un particolare motivo, non giocò più a scacchi tranne che in forma amichevole con l'amico Maurian. Crollò psichicamente quando una ragazza ricca rispose alla sua proposta di matrimonio dicendo che non intendeva sposare un semplice “giocatore di scacchi”. Negli ultimi anni della sua breve vita, in preda a gravi depressioni e disturbi psichici, raccontava di essersi battuto con Dio e di averlo vinto divenendo così immortale. Purtroppo non fu così e si spense il 10 luglio 1884 nella sua vasca da bagno stroncato da una congestione cerebrale. La sua tecnica è tuttora ricordata come una delle più brillanti nella storia di questo gioco. Morphy era solito sacrificare pezzi per riuscire a rompere le posizioni dell'avversario senza ottenerne un immediato vantaggio; questo disorientava gli avversari che andavano in vantaggio per poi vedere la loro situazione rovesciarsi categoricamente e perdere. Questa brillantezza e fantasia di sue tante indimenticabili partite e la facilità con cui riusciva a rovesciare le sorti dell’incontro che sembrava ormai compromesso, mi ha sempre colpito ed ha contribuito sicuramente a far appassionare molte persone al più bel gioco del mondo.

(MARCO CARLI)

Tra gli innumerevoli capolavori scacchistici del giovane astro americano spicca la partita

Paulsen - Morphy, New York 1857

 

Partita dei Quattro Cavalli -  1.e4 e5 2. Cf3 Cc6 3. Cc3 Cf6 4. Ab5 Ac5 5. 0-0 0-0 6. Cxe5 Te8 7. Cxc6 dxc 8. Ac4 b5 9. Ae2 Cxe4 10. Cxe4 Txe4 11. Af3 Te6 12. c3? Dd3! 13. b4 Ab6 14. a4 bxa4 15. Dxa4 Ad7 16. Ta2 Tae8 17. Da6 Dxf3!! 18. gxf3 Tg6+ 19. Rh1 Ah3 20. Td1 Ag2+ 21. Rg1 Axf3+ 22. Rf1 Ag2+ 23. Rg1 Ah3+ 24. Rh1 Axf2 25. Df1 Axf1 26. Txf1 Te2 27. Ta1 Th6 28. d4 Ae3, 0-1.

(Da Wikipedia)

TONY MILES

 

Il gioco degli scacchi è pragmatico, riflessivo, ponderato. Gli scacchi sono questo, certo, ma per fortuna non è sempre così. Ci sono giocatori che impiegano il loro indiscusso talento per dimostrare che sulla scacchiera si può anche essere alternativi, eterodossi ed anticonformisti. Tony Miles era uno di questi giocatori. Nato a Edgbaston, un sobborgo a sud-ovest di Birmingham, il 23 aprile 1955, si mette in luce nel 1968 quando vince il campionato inglese under 14. L'esordio nelle competizioni internazionali avviene nel 1973 al campionato mondiale juniores ove si aggiudica la medaglia d'argento. L'anno successivo a Manila, conquista il titolo. Nel 1976 diventa Grande Maestro ed è il primo dell'intero Regno Unito. Negli anni ottanta i suoi buoni risultati contribuirono alla crescita dello scacchismo inglese, portando al titolo di Grande Maestro nomi poi diventati noti: Raymond Keene, John Nunn, Jon Speelman. Miles ha dimostrato un principio fondamentale, un caposaldo degli scacchi eterodossi: non occorre giocare le migliori mosse d'apertura per vincere. Epica in questo senso la sua vittoria contro Karpov al campionato europeo del 1980, giocando la difesa San Giorgio (1. e4,a6). Tony Miles era giocatore stravagante anche nelle immediate vicinanze della scacchiera. Al torneo di Tilburg in Olanda si classificò primo alla pari con Robert Hübner e Viktor Korchnoi, giocando sdraiato a pancia in giù sopra un tavolo, non potendo sedersi a causa di una ferita sul fondoschiena. All'Olimpiade del 1986 a Dubai giocò in prima scacchiera e contribuì ad uno storico secondo posto della squadra inglese. "Mi sembrava di giocare contro un mostro con mille occhi che vedevano tutto", disse di Kasparov dopo un match perso per 5,5 a 0,5. Per tre volte  (1995, 1996 e 1999) vinse il prestigioso Memorial Capablanca a Cuba. Miles ha legato il suo nome ad una variante dell'est indiana (1. d4,Cf6; 2. c4,e6; 3. Cf3,b6; 4. Ab4). Tony Miles muore il 12 novembre 2001. L'anagramma del suo nome, "It's Only Me", è il titolo di una pubblicazione, curata da Geoff Lawton, che raccoglie i principali articoli scritti da Miles e vari altri contributi.

(ANDREA TAFFI)

Era in corso il Campionato a Squadre Europeo, l'Unione Sovietica doveva affrontare l'Inghilterra, in prima scacchiera il 29enne Campione del Mondo, Anatoly Karpov doveva giocare contro il 25enne Anthony John Miles. Tony era già conosciuto per essere uno scacchista fantasioso, creativo ed originale, per nulla intimorito dal suo più famoso avversario, Miles, in quella partita, giocò la rara Difesa Baker, 1. e4 a6, poi ribattezzata da lui stesso Difesa San Giorgio, dalla leggenda di San Giorgio e il Drago.

 

1.e4 a6 2.d4 b5 3.Nf3 Bb7 4.Bd3 Nf6 5.Qe2 e6 6.a4 c5 7.dxc5 Bxc5 8.Nbd2 b4 9.e5 Nd5 10.Ne4 Be7 11.O-O Nc6 12.Bd2 Qc7 13.c4 bxc3 14.Nxc3 Nxc3 15.Bxc3 Nb4 16.Bxb4 Bxb4 17.Rac1 Qb6 18.Be4 O-O 19.Ng5 h6 20.Bh7+ Kh8 21.Bb1 Be7 22.Ne4 Rac8 23.Qd3 Rxc1 24.Rxc1 Qxb2 25.Re1 Qxe5 26.Qxd7 Bb4 27.Re3 Qd5 28.Qxd5 Bxd5 29.Nc3 Rc8 30.Ne2 g5 31.h4 Kg7 32.hxg5 hxg5 33.Bd3 a5 34.Rg3 Kf6 35.Rg4 Bd6 36.Kf1 Be5 37.Ke1 Rh8 38.f4 gxf4 39.Nxf4 Bc6 40.Ne2 Rh1+ 41.Kd2 Rh2 42.g3 Bf3 43.Rg8 Rg2 44.Ke1 Bxe2 45.Bxe2 Rxg3 46.Ra8 Bc7 0-1

ALEXEY SOKOLSKY

 

Alexey Pavlovich Sokolsky (5 Novembre 1908 - 27 Dicembre 1969) Maestro Internazionale, due volte campione dell'Ucraina (1947/48), e campione sovietico di scacchi per corrispondenza (1948/51). Il nome di Sokolsky è oggi noto più per le sue ricerche sulle aperture e il loro sviluppo. Ma pochi sanno che egli fu anche uno stimato trainer: insegnò scacchi fin dal 1936, fu assistente/secondo del suo grande amico I. Boleslavsky a partire dal 1945 (inclusi i tornei per i candidati  FIDE del 1950 e del 1953), allenatore ufficiale della squadra nazionale Bielorussa e arbitro. Fu autore di numerosi libri, molti dei quali tradotti in diverse lingue, fra i quali, da ricordare The Modern Openings in Theory and Practice (1962) e Debyut 1.b2-b4 (1963). Sempre interessato ai vari aspetti del gioco, fu un grande compositore di problemi e di studi sui finali. Inoltre, in quanto iniziatore degli scacchi per corrispondenza in Bielorussia, fu a capo della commissione organizzatrice del 1° campionato di scacchi per corrispondenza della Bielorussia nel 1964/65." Un Torneo magistrale, il Sokolsky Memorial, viene tenuto regolarmente a Minsk dal 1970. L'apertura che prende il suo nome non è mai stata popolare, nonostante sia, secondo le statistiche di ChessBase, la nona prima mossa del Bianco più giocata ai massimi livelli e grandi giocatori l'abbiano impiegata saltuariamente (ad esempio, Richard Réti contro Abraham Speijer nel Torneo di Scheveningen del 1923, Boris Spassky contro Vasily Smyslov nel match Mosca-Leningrado del 1960; persino Bobby Fischer, che l'ha usata diverse volte in simultanea). Venne giocata per la prima volta nel lontano 1895 fra Fleissig - Schlechter a Vienna, partita che fu poi chiamata: «l'immortale di Schlechter» poi successivamente da Tartakower contro Reti nella quinta partita del loro match a Vienna nel 1919 e poi nella partita Tartakower-Maroczy, New York 1924.Dice Tartakower: "Questa mossa, che sembra così bizzarra, occupa un posto d'onore tra le aperture inusuali.  Nel torneo di New York del 1924, la chiamai Apertura Orangutan, non solo perchè la usai contro Maroczy - dopo essermi consultato con un giovane Orangutan di nome Susan (durante una visita allo zoo di New York) ma anche dal movimento "arrampicante"del pedone b4 che mi ricorda le capacità di questo straordinario animale".

(CLAUDIO GHEZZANI)

Alexey Sokolsky vs Alexander Kotov

Leningrad 1938

 

Apertura Sokolsky - Variante Bugayev

1.b4 e5 2.Bb2 f6 3.b5 d5 4.e3 Be6 5.d4 Nd7 6.dxe5 fxe5 7.Nf3 Bd6 8.Nbd2 Ngf6 9.c4 c6 10.Be2 O-O 11.Ng5 Qe7 12.Nxe6 Qxe6 13.O-O Kh8 14.a4 Rad8 15.Qc2 e4 16.Ba3 Ne5 17.Bxd6 Rxd6 18.c5 Rd7 19.Nb3 Nfg4 20.h3 Nh6 21.Nd4 Qe7 22.a5 Nf5 23.Nxf5 Rxf5 24.bxc6 bxc6 25.Rab1 Qf8 26.f4 Nc4 27.Bxc4 dxc4 28.Qxc4 1-0

STEFANO ROSSELLI DEL TURCO

 

I primi quarant'anni del '900 sono stati il regno di grandissimi giocatori di scacchi. Uomini dal talento assoluto, innovatori e pietre angolari dello scacchismo mondiale. Lasker, Tarrasch, Capablanca, Nimzowitsch, Alekhine, Rubistein, Euwe, hanno scritto i principi fondamentali del gioco degli scacchi e lo hanno elevato ad arte pura. In quegli anni uno scacchista italiano aveva la capacità e l'onore di incontrare questi mostri sacri sulle scacchiere dei più prestigiosi tornei internazionali. Il suo nome era Stefano Rosselli Marchese Del Turco. Nato a Firenze il 27 luglio 1877, all'età di 27 anni diventa Maestro. Fonda nel 1911 la rivista L'Italia Scacchistica, della quale è direttore fino al 1916 e poi dal 1924 al 1943. Rosselli Del Turco fu campione italiano nel 1927 e nel 1931 e componente della squadra alle Olimpiadi del 1927 e del 1937. È, però, il 1925 il suo anno d'oro. Al grande torneo di Baden-Baden gioca due memorabili partite contro Tarrasch e Alekhine, ottenendo una vittoria contro il Grande Maestro tedesco ed una patta con Alekhine, che due anni dopo sarebbe diventato Campione del mondo. Rosselli del Turco muore il 18 agosto 1947.

(ANDREA TAFFI)

Siegbert Tarrasch vs Stefano Rosselli del Turco

Baden-Baden 1925

Gambetto di Donna rifiutato

 

1.Nf3 Nf6 2.d4 d5 3.c4 e6 4.Bg5 Nbd7 5.e3 Be7 6.Nbd2 Ne4 7.Bxe7 Qxe7 8.Nxe4 dxe4 9.Nd2 f5 10.f3 exf3 11.Qxf3 O-O 12.O-O-O e5 13.Qg3 f4 14.exf4 exd4 15.Nb3 c5 16.Bd3 Qd6 17.Rhf1 Nf6 18.Qh4 Bd7 19.Nd2 Rae8 20.Nf3 Bc6 21.Ne5 Be4 22.Bxe4 Nxe4 23.Rf3 Qe7 24.Qe1 Nd6 25.Qa5 b6 26.Qd2 Qe6 27.b3 Nf5 28.Qd3 Ne3 29.Rd2 Qf5 30.Qxf5 Rxf5 31.h3 Nxg2 32.Rxg2 Rexe5 33.Rxg7+ Kxg7 34.Rg3+ Kf6 35.fxe5 Kxe5 36.Rg2 Rf3 37.Rh2 Kf4 38.Re2 Re3 39.Rf2+ Ke4 40.Rf7 Kd3 41.Kb2 Rxh3 42.Rxa7 Rh2+ 43.Ka3 Kc3 44.Rd7 d3 45.Ka4 d2 46.Kb5 Rh6 0-1

CARL SCHLECHTER

 

Carl Schlechter nasce a Vienna il 2 marzo 1874. Il suo primo risultato di rilievo è il secondo posto al Torneo di Montecarlo nel 1904, dietro a Maroczy. Si classificò sempre nelle prime posizioni in vari tornei (Amburgo, Ostenda) tra il 1904 ed il 1906. Sempre nel '06 arrivò primo davanti a Maroczy e Rubistein. Nei tornei di Vienna e Praga nel 1908 si classificò a primo posto e questo lo pose ai massimi vertici scacchistici dell'epoca. Iniziò, quindi, a cercare una sfida con il campione del mondo Lasker, che accettò dopo molte esitazioni. Lasker, tuttavia, dettò condizioni che nessuno avrebbe accetto: un match su dieci partite dove lo sfidante, per ottenere il titolo, avrebbe dovuto vincere con almeno due punti di scarto! Schlechter accettò. Il match fu equlibratissimo e si concluse in parità 5 a 5 con una vittoria per parte. Il titolo rimase a Lasker, ma il match dimostrò che Schlechter era in grado di battersi ad armi pari con il grande campione, del quale era stato un degno rivale. Dopo questa impresa (che però all'epoca non ebbe grande risalto) continuò a partecipare a numerosi tornei. Fu primo ad Amburgo e secondo a Karlsbad nel 1911. Il suo stile di gioco lo possiamo definire solido e posizionale. Schlecter stabilizzava la posizione prima di sferrare un attacco ed amava sviluppare la sua partita nel modo più armonioso possibile. Era un uomo dai modi gentili e cortesi, lontano dalle tante manie e stravaganze di molti giocatori del tempo. Tutto ciò lo fa risultare come una persona di grande bonomia e correttezza, qualità che molti gli hanno sempre riconosciuto. Insomma, un vero gentiluomo. Morì di polmonite e di inedia due giorni dopo il Natale del 1918, in una Berlino prostrata dalla guerra.

(PAOLO PERRI)

Carl Schlechter vs Wilhelm Steinitz

Cologne 1898

Partita d’Alfiere - Variante Viennese

 

1. e4 e5 2. Nc3 Nc6 3. Bc4 Nf6 4. d3 Na5 5. Nge2 Nxc4 6. dxc4 d6 7. O-O Be6 8. b3 c6 $6 9. Qd3 Be7 10. Bg5 h6 11. Bxf6 Bxf6 12. Rad1 Be7 13. c5 $2 dxc5 14. Qg3 Bd6 15. Qxg7 Ke7 16. Nf4 Rg8 $2 17. Ng6+ $1 Kd7 18. Rxd6+ Kxd6 19. Rd1+ Bd5 20. Qxe5+ Kd7 21. Nxd5 cxd5 22. Rxd5+ Kc6 23. Ne7+ Kb6 24. Rd6+ 1-0

SERGIO MARIOTTI

 

Sergio Mariotti nasce a Firenze il 10 agosto 1946 ed impara a giocare a scacchi all'età di 14 anni, quindi abbastanza tardi. Mariotti ha la fortuna di giocare spesso con un vecchio principe russo in esilio a Firenze (certo Obolenskij) che ne scopre il talento e gli insegna parecchi trucchi e tranelli, oltre alle basi per migliorare il proprio gioco. Il debutto avviene al campionato giovanile del 1965 che lo vede vincitore. Nel 1967 partecipa a La Spezia al Campionato Italiano che vinse insieme a Zichichi. Mariotti divenne in quell'occasione Candidato Maestro. L'anno più importante per il Nostro è, però, il 1969 che lo vede iniziare come C.M. e concludere addirittura come Maestro Internazionale. Tra i tornei di quel periodo ricordiamo quello di Napoli, dove conquista la vittoria con oltre l'80% dei punti, e quello di La Spezia, che lo vede ancora vincitore. La vittoria al Campionato Italiano di San Benedetto del Tronto nel 1969 offre la possibilità a Mariotti di partecipare al torneo Zonale di Praia De Rocha (Portogallo) dove (non ancora M.I.) ottiene 3 punti su 4 affrontando 4 Grandi Maestri. In quell'occasione vince una brillantissima partita contro Glicoric, considerata una tra le migliori partite di quell'anno. Due sconfitte in posizione vinta con giocatori di bassa classifica gli impediscono di qualificarsi. Nel 1970 Mariotti vince il Torneo di Capodanno a Reggio Emilia ed il Campionato Italiano a San Benedetto del 1971. A Venezia, nello stesso anno, arriva secondo, conquistando la prima norma di Grande Maestro. Il gioco estremamente brillante sfoggiato in quell'occasione gli vale l'appellativo di "Italian Fury" e la definitiva norma di G.M.. Al torneo olimpico di Nizza del 1974 è premiato con la medaglia di bronzo come prima scacchiera dietro a Karpov e Torre. Nel 1975 riesce ancora a qualificarsi per l'Interzonale, battendo il portoghese Durao. A Manila gioca molto bene dimostrando uno stile fantasioso, uno spirito combinativo ed inusuali schemi strategici. Mariotti si classifica al 10° al pari del grande Spassky e di altri importanti Grandi Maestri. Nel 1976 vince il Torneo di Rovigo; nel 1977 è secondo al Ciocco. Nel 1978 Mariotti partecipa al Torneo Zonale dove si classifica al 4° posto, primo degli esclusi. Nel 1979 vince il Torneo di Lugano. Nel 1980 assume la direzione tecnica della F.S.I., che tuttavia lascia, per contrasti, un anno dopo. Nel 1988, alle Olimpiadi di Salonicco, ottiene un ottimo 50% dei punti. Per quanto riguarda la sua carriera scacchistica ci piace ricordare una frase di Tal: "Peccato - dice il campione sovietico - che non abbia avuto il coraggio di fare lo scacchista professionista. Se non avesse scelto la banca, sarebbe diventato uno dei più forti giocatori del mondo". L'esattezza di questa frase è stata confermata da numerose interviste rilasciate da Mariotti, nelle quali afferma di non essere un giocatore professionista e di tenere molto al suo lavoro in banca, sostenendo che dedicare troppo tempo agli scacchi (come richiede un'attività ad altissimo livello) ostacolerebbe troppo la sua carriera lavorativa. Noi appassionati di scacchi accettiamo questa decisione, ma lasciateci dire che è un peccato. Probabilmente, infatti, avremmo potuto vedere Mariotti tra i primi dieci scacchisti del mondo!

(PAOLO PERRI)

Sergio Mariotti vs Svetozar Gligoric

Praia da Rocha 1969

Difesa Indiana di Re - Attacco dei Quattro pedoni

 

1.d4 Nf6 2.c4 g6 3.Nc3 Bg7 4.e4 d6 5.f4 c5 6.d5 O-O 7.Be2 e6 8.dxe6 fxe6 9.g4 Nc6 10.h4 Nd4 11.h5 d5 12.e5 Ne4 13.hxg6 hxg6 14.Qd3 b5 15.Nxe4 bxc4 16.Qh3 dxe4 17.Qh7+ Kf7 18.f5 exf5 19.Rh6 Nc2+ 20.Kf1 fxg4 21.Kg2 Ne1+ 22.Kh1 Nd3 23.Qxg6+ Kg8 24.Qh7+ Kf7 25.Be3 Qe7 26.Rf1+ Ke8 27.Qg6+ Rf7 28.Qc6+ Qd7 29.Re6+ Kf8 30.Bxc5+ Nxc5 31.Qxc5+ Kg8 32.Rd6 Qb7 33.Rxf7 Kxf7 34.Bxc4+ Ke8 35.Bd5 Qe7 36.Qc6+ Kf8 37.Qxa8 Qh4+ 38.Kg2 1-0